domenica 22 febbraio 2009

Sul testamento biologico meglio un referendum

La Repubblica 21.2.09
Sul testamento biologico meglio un referendum
risponde Corrado Augias

Caro Augias, di una cosa sono sicuro: una persona dev'essere libera di accettare o non accettare cure mediche; nello stesso modo il medico deve essere libero di non accettare le richieste del paziente. Questo viene impedito dalla Chiesa che entra in merito alle decisioni dello Stato in teoria laico. Non voglio certo dire che il papa e i suoi adepti debbano tacere. Dicano pure il loro pensiero ma senza imporlo a tutti. Che siano i medici e i pazienti cattolici ad ascoltarlo ma gli altri devono essere liberi di decidere secondo coscienza.
Roberto Fuschi robertoche@hotmail.it

E gregio dott.Augias, Il ddl che il Governo (e non solo lui) sta preparando sul testamento biologico, si sta dimostrando un atto di estrema violenza contro la libertà di ogni cittadino. Il lavaggio del cervello che Tv, radio e giornali stanno facendo è un fatto che penso non succeda in nessun altro paese d'Europa. Spero che la voce di chi porta avanti questa vera battaglia di libertà continui a farsi sentire per evitare che venga scritta un'altra brutta pagina di storia.
Piero Gardenghi Imola pgardeng@libero.it

Il disegno di legge sul testamento biologico è stato redatto nel modo più arretrato possibile in modo che, anche dopo possibili emendamenti, mantenga il segno d'una concezione originaria che si può così riassumere: il parere del soggetto interessato dev'essere manifestato ripetutamente, convalidato ogni volta alla presenza di un medico e davanti a un notaio. In ogni caso il medico curante potrà tenere o non tenere conto della volontà espressa. Leggi come queste sono sempre concepite in modo da rendere lungo, costoso, incerto l'ottenimento del diritto. E' la vecchia regola dei regimi autocratici fatta per scoraggiare le persone più semplici e lasciare spazio di manovra agli 'azzeccagarbugli'. Torna, anche in questo ddl, la vecchia Italia nella quale si pensa che più il popolo rimane a testa bassa, ignaro dei suoi diritti, ostacolato nell'ottenerli, meglio è. In questo pantano la proposta del senatore Marino (se passa questo ddl, si va al referendum) ha suscitato scalpore sia a destra sia a sinistra. Marino è abituato agli Stati Uniti dove le cose si dicono con chiarezza. Qui la chiarezza fa paura, anche all'interno di quel Pd che non ha mai avuto una linea in proposito. La deputata Paola Binetti si è affrettata a dire che se passa Marino lei lascia il partito. La mia opinione è che se mai questo referendum si facesse passerebbe con largo vantaggio per una semplice ragione. Al contrario di quanto è accaduto con quello sulla Legge 40 (procreazione assistita) qui il quesito è chiaro: volete o no essere padroni di decidere della vostra vita? E, se fosse il caso, della vostra morte? Sono questioni che, come per il divorzio, come per l'aborto, tutti capiscono; e hanno a cuore.

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