sabato 28 marzo 2009

I Radicali: soccorso civile per staccare il sondino

I Radicali: soccorso civile per staccare il sondino

Corriere della Sera del 27 marzo 2009, pag. 3

Maria Antonietta Calabrò

Uno, cento, mille casi Englaro. Uno, cento mille casi Welby, al grido di «Io sono mio» e di «Eutanasia libera» (slogan che ieri risuonavano a Piazza Navona). Dopo l`approvazione dei disegno di legge sul testamento biologico, i radicali passano «subito» a «una campagna di disobbedienza civile». La nuova strategia è stata annunciata da Emma Bonino: «Sarà come per l`aborto, ci autodenunceremo». La campagna comprenderà infatti anche «un vero e proprio soccorso civile» per quanti vogliono («e sono decine di casi tutti i giorni quelli che si rivolgono a noi», afferma Maria Antonietta Farina Coscioni) chiudere con la propria esistenza legata a un ventilatore o a un sondino. Questa volta, insomma, i radicali non imboccheranno, a legge definitivamente approvata, la strada del referendum abrogativo, cioè la strada seguita, perdendo, per la legge 4o sulla fecondazione assistita. Perché sostiene Bonino, «con la linea politica dell`astensione scelta dal cardinale Ruini, i referendum li perdiamo: a loro basta conquistare all`astensione solo il 25 per cento della popolazione, visto che un altro 25 per cento in ogni caso non va a votare». La «campagna di disobbedienza civile», partirà, invece, immediatamente cercando di utilizzare il «rallentamento» che l`esame del ddl subirà alla Camera, «tra poco iniziano le vacanze di Pasqua e poi si entra nel periodo preelettorale per le elezioni europee e li voglio vedere ad approvare una legge del genere in campagna elettorale». Una vera e propria fase due, dunque, «perché - secondo l`ex ministro del governo Prodi solo con un`ondata di sdegno si può sperare di cambiare qualcosa nell`altro ramo del Parlamento». In cosa consisterà la mobilitazione? Nella raccolta di firme per chiedere al Parlamento un`indagine conoscitiva sul fenomeno dell`eutanasia clandestina, nella raccolta di testamenti biologici sui siti radicali e nella richiesta ai Comuni di istituirei registri, magari telematici, delle dichiarazioni anticipate di trattamento (a Roma raccolte 8 mila firme). Ma non ci si limiterà a questo. «Noi intendiamo offrire un soccorso civile alla gente», spiega Farina Coscioni, deputata del Pd. «Lo faremo grazie alla consulenza dei nostri medici e dei nostri avvocati in modo che prima e dopo dell`entrata in vigore della legge, la gente`possa essere aiutata a fare quello che attualmente si può fare (decidere se attaccarsi`o no a un respiratore, se togliere o no il sondino, eccetera)». Insomma, potremmo avere nelle prossime settimane altri casi Englaro e Welby, «con possibili ricorsi alla magistratura e, in un secondo momento, alla Corte Costituzionale». Che la nuova linea sia questa lo conferma anche Donatella Poretti: «In ogni caso il referendum abrogativo è troppo rischioso».

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