venerdì 21 novembre 2008

Eluana, la Corte di Strasburgo respinge il ricorso urgente

l’Unità 21.11.08
Eluana, la Corte di Strasburgo respinge il ricorso urgente
di Federica Fantozzi

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo dice no alla procedura d’urgenza nel ricorso contro la sentenza che autorizza lo stop alle cure per Eluana. Il presidente del Consiglio superiore di sanità: «È eutanasia».
Decisione lampo della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul caso di Eluana, la ragazza in coma irreversibile da 16 anni. Ieri i giudici comunitari hanno aperto un fascicolo sulla vicenda respingendo però la richiesta di misure provvisorie avanzata da 34 associazioni per bloccare la sentenza che autorizza lo stop alle terapie. Nessuna procedura d’urgenza, dunque: se i ricorrenti vorranno procedere e se il caso verrà considerato rilevante, la Corte seguirà tempi e modi ordinari. Vale a dire non brevi. E nel frattempo la sentenza ha forza di legge ed è immediatamente attuativa.
Intanto il presidente del Consiglio superiore della Sanità Franco Cuccurullo ha affermato che se si staccherà il sondino la morte della giovane donna «non sarà diversa dall'eutanasia o dall'omicidio» perché «non muore della patologia da cui è affetta, ma di fame e di sete: anzi, viene fatta morire». Secondo Cuccurullo, che è anche rettore dell'Università di Chieti-Pescara, «si apre una deriva pericolosa per le persone incapaci».
Il ricorso alla Corte Europea era stato accolto con amarezza da Beppino Englaro, il padre di Eluana che da un decennio porta avanti la battaglia giudiziaria per farla morire: «Ho agito sempre con grande limpidezza - ha detto, ricordando di avere in mano un decreto immediatamente esecutivo - Stanno ostacolando quello che è stato deciso. Le provano tutte, ma credo che da un punto di vista umano, io non ho più nulla da dire».
Il signor Englaro dopo aver ringraziato i media «per l’aiuto e il sostegno in questi anni» ha annunciato il silenzio stampa: «Non mi resta altra scelta che tacere. Devo conservare le poche forze per portare a termine quello che mia figlia si aspetta da anni da me».
L’avvocato che ha curato il ricorso europeo, Rosaria Elefante, precisa che «non è stato respinto, semplicemente non è stata accettata la procedura d’urgenza» e ribadisce la richiesta che venga fissata un’udienza. L’apertura di un fascicolo a Strasburgo è stata considerata «un fatto positivo» dal governatore della Lombardia, il ciellino Roberto Formigoni, invitato dai Radicali a recedere sul veto all’accoglienza di Eluana negli hospice della sua regione. I Verdi hanno invece offerto la disponibilità di una struttura a Forlì.
In queste ore gli avvocati della famiglia Englaro sono in contatto con diversi hospice friulani, destinazione privilegiata per le radici paterne. Tutto sta a vedere se andranno a buon fine. L’équipe medica, composta dal neurologo che da anni segue Eluana, il professor Carlo Alberto Defanti, e da un anestesista, è già pronta. Si attende soltanto di ricevere luce verde e firmare l’accettazione nella struttura privata prima di chiedere le dimissioni dalla clinica di Lecco dove la giovane è accudita dalle suore Misericordine.
Tuttavia, le voci contrarie alla decisione della Corte Suprema non si rassegnano. Il vescovo di Como monsignor Diego Coletti ha invitato i fedeli della diocesi domenica prossima a «pregare per Eluana» perché «appellarsi al rispetto della libertà individuale è solo un pretesto per nascondere le inadempienza della nostra solidarietà».
Sette senatori del Pd (la Teodem Baio, Bosone, Gustavino, Papania, Del Vecchio, Biondelli e De Luca) hanno sottoscritto la petizione europea promossa dal “Movimento per la Vita”. Mentre dalle file del centrodestra il segretario del Pri Francesco Nucara invita a fare un passo indietro: «È ora di accettare la sentenza della Cassazione e di lasciare il padre di Eluana in pace. Va rispettato il suo silenzio, è un caso tragico su cui c’è stata una strumentalizzazione intollerabile».

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