giovedì 18 febbraio 2010

Eutanasia, Viale: Gosling, un grande gesto di amore e di altruismo, solidarietà incondizionata.

da radicali.it
Eutanasia, Viale: Gosling, un grande gesto di amore e di altruismo, solidarietà incondizionata.

17 febbraio 2010

Silvio Viale, medico, dirigente radicale e di Exit-Italia, interviene per esprimere solidarietà a Ray Gosling che è stato arrestato in Gran Bretagna per avere confessato di avere aiutato il proprio compagno a morire.

Silvio Viale ha dichiarato:

“Quello di Ray Gosling, comunque, è un grande gesto di amore e di altruismo. Un gesto di amore perché ha esaudito nell’unico modo che gli era possibile la richiesta di suicidio assistito del proprio compagno sofferente e in fase terminale. L’ipocrisia dei dì falsi difensori della vita potrà disquisire sulla dimostrazione del consenso, come hanno fatto per Eluana, ma questo non cambia la sostanza. La confessione di Ray Gosling, un volto molto noto in Gran Bretagna, assume il significato di un grande gesto di altruismo, proprio perché poteva non renderlo noto. Un grande gesto di altruismo che squarcia quel velo di ipocrisia che avvolge i temi di fine vita, dal testamento biologico all’eutanasia volontaria. La Gran Bretagna, come l’Italia, è un paese ove i cittadini non hanno quei diritti e quelle garanzie che hanno in Olanda, Belgio, Lussemburgo e Svizzera e casi come quelli di Ray Cosling e di Eluana Englaro servono a smuovere le coscienze e a stimolare il legislatore. Anche se la magistratura britannica ha aperto la via alla depenalizzazione del “mercy killing” Ray Golsling sapeva che sarebbe andato in galera e che avrebbe dovuto affrontare un processo. A maggior ragione a lui va la nostra incondizionata solidarietà.”

mercoledì 17 febbraio 2010

Eutanasia: stralcio dalla trasmissione "Vanguard Human Rights" di Current Tv con Paolo Ravasin

Eutanasia: stralcio dalla trasmissione "Vanguard Human Rights" di Current Tv con Paolo Ravasin

"Dico no all'alimentazione artificiale. No all'accanimento terapeutico. Ci penso tutti i giorni, sarei felice d'incontrare un medico che mi togliesse il tubo, che mi facesse l'iniezione per addormentarmi e togliermi il tubo. Ma io non conosco nessun dottore che lo possa fare. Amici e fratelli non trovano il coraggio". Paolo Ravasin, 48 anni, malato di Sla, davanti alle telecamere Vanguard di Current, aggiunge un ulteriore appello al suo testamento biologico che ha affidato al web, col sostegno del sito lucacoscioni.it e radioradicale.it

sabato 13 febbraio 2010

Eluana, Viale: Berlusconi non ebbe il fegato di andare da Eluana. Referendum sul testamento biologico

da radicali.it
Eluana, Viale: Berlusconi non ebbe il fegato di andare da Eluana. Referendum sul testamento biologico.

Certo è più comodo parlare senza vedere. Berlusconi dimostrò di non avere il fegato di andare da Eluana a Lecco o a Udine. E neppure lo ebbe Sacconi. E' una vergogna che peserà per sempre su di loro.

10 febbraio 2010

Questo il secco commento di Silvio Viale, medico, dirigente dell'Associazione Luca Coscioni e di Exit-Italia alle parole del Presidente del Consiglio che dice di "provare dolore per non avere evitato la morte di Eluana".


Silvio Viale ha dichiarato:
"Berlusconi parla di una perona che non ha mai visto e di cui non ha voluto verificarne di persona le condizioni. In quei giorni, ben prima del padre di Eluana, avevo invitato lui e Sacconi ad andare a Udine, e prima ancora a Lecco, ma nesuno dei due volle mettersi alla prova. Berlusconi preferì farsi suggestionare da Eugenia Roccella e di approfittare del caso per tentare un colpo di mano con il Presidente della REpubblica. Se avesse avuto davvero a cuore le sorti di Eluana, se avesse davvero voluto "salvarla " come dice, avrebbe potuto muoversi ben prima e soprattutto avrebbe potuto contare sull'effetto mediatico di una visita. Al contrario non lo fece perchè sapeva che la vista di Eluana avrebbe demolito ogni ragionevole dubbio verso un estremo gesto di pietà e di rispetto della persona che Eluana era stata e non era più. Quel gesto di vigliaccheria del Premier è destinato a rimanere come un macchia indelebile sulla propria coscienza. Ben diverso è pietoso rispetto con cui la famiglia Englaro ha difeso l'immagine e la memoria della figlia fissata per sempre alle foto dei suoi anni più belli e di vita di 17 anni prima. Nell'anniversario della scomparsa di Eluana sfido il Presidente del Consiglio a favorire un referendum popolare sul testamento biologico."


(Silvio Viale 339.3257406)

Quando la scienza viene ignorata. Eluana e i cavalieri del miracolo

l’Unità 13.2.10
Quando la scienza viene ignorata. Eluana e i cavalieri del miracolo
Maurizio Mori

Al tempo della rivoluzione astronomica erano gli aristotelici che si rifiutavano di guardare nel cannocchiale di Galileo. Oggi, al tempo della rivoluzione bioetica, sono i vitalisti che si rifiutano di considerare i risultati dell’autopsia di Eluana, che ha confermato la distruzione dei centri nervosi necessari per provare dolore. Infatti, il direttore di Avvenire (9 febbraio, prima pagina) continua a scrivere della «dolorosissima morte di Eluana Englaro “per disidratazione”, cioè per sete – così ha certificato l’autopsia» – dove l’ultima clausola prova la faziosità nel dare informazione.
Un tempo i cattolici aristotelici dicevano chiaramente che la scienza era una diavoleria, oggi i cattolici vitalisti preferiscono farle un omaggio formale, per poi usare la retorica per riproporre la sana semplicità del vitalismo prescientifico contrapponendola ai «digrignanti sofismi» di chi dubita o nega le cose «così chiare» che sono «dentro di noi e nelle comunità di cui facciamo parte». Proprio come con Galileo, accusato di fare astrusi ragionamenti per negare il fatto più semplice del mondo: che il Sole gira intorno alla Terra! Proprio non cambia nulla ...
Più specificamente si afferma che «amare la vita umana, difenderla, sostenerla e comunque e sempre accoglierla e rispettarla è la cosa più semplice di questo mondo. E viene naturale». Parole che sembrano piane e condivisibili ma che in realtà sono fuorvianti, perché la scienza ha scomposto la “vita umana” cosicché chi è in Stato Vegetativo Permanente non tornerà mai più tra noi. Riproporre l’irenica semplicità del passato ora che le condizioni sono radicalmente mutate diventa un inaccettabile semplicismo che può avere effetti malvagi, perché si bolla subito come debole (o depravato) chi non riesce o non vuole fare la cosa che dapprima è presentata come la cosa che «viene naturale» e poi diventa però una «durissima prova», la quale è sopportata dalle famiglie coraggiose che capiscono che «l’amore aiuta i “miracoli”».
Ma insistere sul “miracolo” nel caso del Vegetativo Permanente è spargere illusioni e false speranze in impossibili ritorni. Dire poi che ora le macchine di Liegi trovano «la vita (spirituale o personale) anche nei “vegetativi”» è una forma di materialismo radicale che mostra i paralogismi cui porta il continuare a sostenere l’ormai obsoleto vitalismo.
È vero che i vitalisti sono ancora molti nonostante la dottrina sia ormai obsoleta. Le grandi svolte storiche richiedono tempo: la Chiesa ha impiegato 400 anni per riconoscere di aver sbagliato con Galileo. E molta gente continua a credere agli oroscopi, ai riti vodoo, alle nascite verginali e a tanti altri miti dipendenti da visioni obsolete. «È più facile spezzare l’atomo che un pregiudizio!».

mercoledì 10 febbraio 2010

"Ma il testo in discussione è contro la Costituzione"

La Repubblica 10.2.10
Veronesi: così si impone l´alimentazione forzata
"Ma il testo in discussione è contro la Costituzione"
di Carlo Brambilla

Dopo tutto quello che è successo, in questi ultimi mesi migliaia di persone hanno capito il significato del testamento biologico

MILANO - «Penso che Beppino Englaro abbia dato al Paese una grande lezione di civiltà. Invece di risolvere il suo dramma nell´ombra ha scelto di portarlo nell´agorà, sapendo di esporsi così alle accuse, anche infamanti, di chi non la pensa come lui. Per questo ho deciso, un anno dopo, di dare la mia adesione al Comitato scientifico dell´associazione "Per Eluana" (www. pereluana. it)». Umberto Veronesi è tra i nomi prestigiosi che hanno aderito alla neonata associazione presieduta da Beppino Englaro, con lo scopo di tutelare il diritto individuale a una scelta libera e consapevole sull´accettazione dei trattamenti sanitari.
Professor Veronesi, un anno fa moriva Eluana. La discussione sulla fine della vita e su chi deve decidere, per che cosa, è entrata ormai in tutte le famiglie.
«Quando in Senato è giunta la notizia della fine della tragedia di Eluana ho sentito il dovere morale di esprimere pubblicamente il mio sostegno alla battaglia di Beppino Englaro per il rispetto della libera volontà di sua figlia. Tutta questa vicenda è servita a far nascere una nuova consapevolezza. Sono migliaia le persone che hanno capito il significato del testamento biologico, lo hanno scaricato da internet e lo hanno consegnato a loro persone di fiducia. E altri continuano a farlo».
Cosa pensa della proposta attuale di regolamentazione dell´espressione delle volontà anticipate, cioè di testamento biologico?
«Penso che se fosse approvata peggiorerebbe la situazione. Perché in pratica, imponendo l´alimentazione e idratazione forzata, vieterebbe a tutti i cittadini di dire lucidamente "no" alla vita artificiale, come era lo stato vegetativo permanente di Eluana. Sarebbe una legge anticostituzionale perché tradirebbe il principio della libertà dei cittadini di poter rifiutare qualsiasi trattamento».

martedì 9 febbraio 2010

La situazione. Un anno fa moriva Eluana Englaro. Ancora speculazioni e demagogie

da radicali.it
La situazione. Un anno fa moriva Eluana Englaro. Ancora speculazioni e demagogie

di Valter Vecellio

Per una elementare regola di educazione, e anche per non incorrere in una possibile querela ci si astiene dal qualificare – come pure sarebbe giusto e necessario – le affermazioni che esponenti del centro-destra hanno ritenuto di fare a un anno dalla morte di Eluana Englaro. Del resto, sono da una parte incommentabili; dall’altra si commentano da sole.



La sottosegretaria alla Salute Eugenia Roccella che ogni giorno scaglia i suoi fulmini contro qualcuno o qualcosa – recentemente ha trovato da ridire anche su una storia di Dylan Dog – dice che “nel corso dei mesi in cui ci siamo accostati alla sua storia, il nostro rapporto con Eluana è diventato affettuoso e familiare. Insieme con chi, nel mondo politico, a partire dal presidente del Consiglio, ha seguito la vicenda, la ricordano tutti coloro che hanno sperato e lottato perché non si mettesse fine alla sua esistenza”. Il presidente del Consiglio, sia detto per inciso, è lo stesso che se ne uscì dicendo che Eluana poteva anche restare incinta e partorire.



Non ha voluto rinunciare a dire la sua il presidente dei senatori del PdL Maurizio Gasparri: “A un anno di tragedia e di cinismo in cui fu spenta la vita di Eluana, la celebrazione della giornata della vita ci impegna a contrastare ovunque la cultura della morte, contro l’eutanasia, la banalizzazione dell’aborto con l’abuso di veleni chimici. Auspichiamo il varo di una buona legge sul fine vita, ci opporremo in ogni sede anche giudiziaria all’uso contra legem della RU 486, facciamo delle questioni etiche il banco di prova prioritario per il PdL”. Ed ha parlato anche il vice-presidente dei senatori del PdL Gaetano Quagliariello, lo stesso che – ricorderete – un anno fa si mise a strillare come un ossesso in Senato che Eluana era stata assassinata e scandì la parola “assassini” rivolto ai banchi del centro-sinistra. Questo per ricordare che in quanto a campagne d’odio, c’è chi sa il fatto suo. Per Quagliariello occorre fare una legge sul testamento biologico lasciando fermi i capisaldi che sono stati fissati al Senato, per esempio il divieto di sospendere idratazione e alimentazione artificiali perché non vengono considerate terapie. E quelli che il senatore Quagliariello chiama capisaldi sono né più né meno che l’annullamento di quanto prescrive la Costituzione e la nessuna presa in considerazione della volontà del paziente.



Una notizia positiva viene da Firenze. La giunta comunale ha approvato all’unanimità la delibera che attiva e stabilisce le modalità operative per l’attivazione del registro dei testamenti biologici. La novità è che il servizio verrà erogato in forma gratuita.



C’è un sondaggio i cui risultati sono inequivocabili. E’ uno studio di Observa, l’Osservatorio di Scienza e Società. In caso di grave malattia senza speranza di guarigione e perdita di coscienza del soggetto il 51 per cento degli interpellati ritiene che spetti a ciascun individuo dare indicazioni preventive sulle proprie cure. Il 31 per cento ritiene che spetti al parente prossimo; il 13 per cento al personale medico. Quel 51 per cento che ritiene che spetti alla volontà dell’individuo decidere dice anche che tra le cose che una persona può indicare nel suo testamento biologico, c’è anche il non ricevere alimentazione e idratazione artificiale. Da questo come da altre ricerche e indagini, si ricava che la maggioranza degli italiani è favorevole alla libertà di scelta. Del resto, già nel 2006 un sondaggio EURISPES, a proposito dell’eutanasia ha rivelato che il 38 per cento dei cattolici praticanti e il 69 per cento dei laici era favorevole; e un sondaggio IPSOS del 2007 rilevava che il 74 per cento dei cattolici praticanti ritiene che la voce della Chiesa vada ascoltata, ma che alla fine “decide la coscienza individuale”. E questo nonostante che di queste cose nelle televisioni e sui giornali se ne parli poco e male. Questa la situazione, questi i fatti.

"Aiutai Eluana a morire da allora la mia vita non è più la stessa"

La Repubblica 9.2.10
"Aiutai Eluana a morire da allora la mia vita non è più la stessa"
Il medico De Monte: sotto scorta per mesi
di Piero Colaprico

Ho lasciato passare l´onda del lutto, poi mi sono scese le lacrime Il libro l´ho scritto per raccogliere le emozioni

MILANO - Un anno fa c´era alla clinica La Quiete un medico robusto, con il camice slacciato, gli occhi arrossati, in una sorta di "corazza" professionale. Oggi Amato De Monte, anestesista, primario, l´uomo che osservò Eluana spegnersi e ne avvisò il padre è - come successo a non poche persone dopo quella tragedia personale e collettiva - un uomo cambiato.
Professore, c´è una domanda che s´impone: quali contraccolpi ha avuto dalla storia di Eluana?
«Pensavo che nella fase acuta, del tritacarne tra politica e telegiornali, avessi quasi quasi dominato la situazione meglio di quanto pensassi. Invece allora ero sotto stress e dovevo essere presente, reagivo. Le cose più pesanti sono venute fuori dopo».
Non si riferisce solo all´inchiesta...
«No, anche se quando sono partite le denunce di omicidio, sono rimasto di stucco. È stata anche brutta da sopportare la consegna del silenzio, in modo da essere rispettosi dell´indagine. Terribile poi non poter ribattere al "battage" sul fine vita, a libri e articoli con cose inventate di sana pianta. E che dire della scorta?».
Due mesi di scorta per timore di qualche pazzo...
«Queste difficoltà mi hanno un po´ minato. A uno come me non andava proprio giù di essere accusato e indagato per aver fatto una cosa che era "passata in cassazione". Solo in Italia sembrava non aver valore. Tutto alla fine passa, ma è che mi è successo quello che annunciava Borasio».
Il professore Borasio, milanese, cattolico, palliativista, e consulente della Chiesa tedesca sul "testamento biologico", che oltre le Alpi approvano.
«Già, da collega mi aveva avvertito. Ti arriverà l´onda del lutto, lasciala passare. Io pensavo di non essere toccato, non è mia parente, mi dicevo. E noi medici, un po´ come alcuni di voi giornalisti, ne vediamo da vicino di cose terribili. Invece un giorno mi sono scese le lacrime, copiose».
Come se l´è spiegato?
«Per me, ora come allora, Eluana è morta diciassette anni prima, per l´incidente d´auto. Non sottovaluto il condizionamento mediatico. Anzi, faccio fatica a dire che Eluana non sia la persona virtuale di cui si vedono le foto dovunque, ma è quel povero essere... Quante menzogne sono state diffuse sulla sua salute, io lo so bene, eppure "vedo" l´Eluana delle foto».
Lei è cambiato come medico?
«Sì, certo. Prima con le persone ero più controllato, più riflessivo. Ora mi viene più facile parlare con i parenti, mi è più facile trovare le parole per ricordare che la morte è l´unica cosa certa che abbiamo nella nostra vita».
E sulla vita e la morte? Ha trattato Eluana come doveva o...?
«Il mio punto di vista medico non è cambiato, ero e resto sicuro che in quella stanza ho assistito a un processo di morte naturale. Non occorre essere anestesisti o grandi specialisti per capirlo. Lo spegnersi Eluana per la sospensione della nutrizione e dell´alimentazione è molto simile alla morte a casa sua dell´anziano, che non si alza dal letto, a cui si affievoliscono funzioni vitali. È che prima non me ne occupavo, lavoravo molto nella terapia intensiva. Adesso mi sono accorto che anche accompagnare alla morte una persona, senza farle perdere dignità, è importante».
Non ha tenuto un diario?
«Avevo preso degli appunti. E sa la cosa strana? Con mia moglie, che è stata anche la mia capoinfermiera (Cinzia Gori, ndr) un po´ evitavamo di parlare delle nostre sensazioni, dei vari episodi, forse per non stare a rivangare. Ma poi scopro che anche lei ha preso appunti. Ci siamo detti delle cose che entrambi abbiamo vissuto. "Ma perché non me l´hai detto subito?", ci siamo chiesti, ma non esistono risposte in un episodio come questo, che non è passato liscio sulle nostre vite».
Fatene un libro più serio degli altri che contestate, o no?
«Sì, uscirà tra un paio di mesi. Esiste un prima e un dopo Eluana, descrivere per onore di documentazione e raccogliere le nostre emozioni ci serve».